Il batterio Xylella fastidiosa che danneggia da tempo le colture nelle Americhe è’ stato rilevato in Italia nel 2013  diffondendosi anche in Francia, nel 2017, in Spagna e si sta diffondendo a livello globale.
Abbiamo assistito ad un’ enorme devastazione degli oliveti nel sud Italia che ha visto l’abbatimento di Ulivi Secolari.

Non esiste una cura per la malattia, pare che l’abbattimento degli alberi sia l’unico modo per fermare i focolai, ma gli alberi mostrano sintomi visibili addirittura anche a distanza di  un anno dall’ infestazione. Durante quel periodo, una vasta gamma di insetti succhiatori può diffondere la malattia.

Oggi speciali telecamere “iperspettrali” forniscono un sistema di allarme rapido rilevando sottili cambiamenti nel colore delle foglie.La nuova tecnica offre speranza nella battaglia contro la Xylella fastidiosa uno dei patogeni vegetali più pericolosi al mondo, che può infettare circa 350 specie diverse, tra cui agrumi e mandorli, oltre a querce, olmi e sicomori .

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Plants , dimostra come individuare gli alberi infetti mesi prima che i segnali siano visibili agli agricoltori. Sono stati analizzati oltre 7000 alberi di ulivo, la telecamera iperspettrale (con la quale si effettua il rilievo a 500 metri sopra i boschetti)  ha analizzato 250 bande di luce dal visibile all’infrarosso.
Dal rilievo
può essere valutato (con una risoluzione di 40-60 cm per ogni albero) il danno che l’infezione causa  alla fotosintesi e alla traspirazione, che è il modo in cui le piante attingono l’acqua alle loro foglie.

I ricercatori hanno usato programmi di intelligenza artificiale per rilevare sottili cambiamenti di colore causati da cambiamenti nei pigmenti che le piante usano per la fotosintesi, come la clorofilla. I cambiamenti nella traspirazione sono stati rilevati da cambiamenti nei dati dell’infrarosso termico: le piante che traspirano meno diventano più calde.

L’impronta digitale dell’infezione varia per diverse varietà di oliva, ma in boschetti specifici l’approccio ha rilevato gli alberi malati con una precisione superiore al 90%, con pochissimi falsi allarmi, se confrontati con i risultati del test del DNA sulla linfa dell’albero.

 

Fonte:The Guardian